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La tempesta di primavera

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“Fischia il vento, infuria la bufera”, risuonano le note dei canti partigiani, durante il pranzo dell’ANPI, a celebrare il 25 aprile di Castenaso. Le stesse parole, poco dopo, si leggeranno sul profilo twitter del sindaco Sermenghi, a testimonianza del clima infuocato delle ultime settimane, giunto al suo culmine in questa giornata, in attesa del consiglio comunale di giovedì sera. Non è un 25 aprile qualsiasi, perché precede un appuntamento importante, in cui tutti gli amministratori si aspettano accada qualcosa in grado di cambiare il corso di questa legislatura. Nel giorno della libertà i protagonisti della contesa si sono ritrovati nello stesso luogo, vicini di fatto ma lontanissimi politicamente, in attesa della resa dei conti, senza tradire nessun nervosismo né accennare qualche gesto di cortesia, al fine di stemperare la tensione. Può sembrare una cronaca romanzata, ma si allontana poco dalla realtà. La realtà, in questi tre anni di amministrazione, è sempre stata una nebulosa incertezza, formata da tanti aspetti, la maggior parte di essi estranei ai cittadini comuni, che hanno sempre avuto a che fare con le decisioni degli amministratori su scuole, tasse, manutenzione e bilanci. Oltre a questo però, la prima parte del mandato di questa giunta ha visto un proliferarsi di strategie politiche, progetti e discussioni, ma soprattutto un chiacchiericcio diffuso riguardo ai protagonisti della vita pubblica, in linea con le abitudini dei piccoli paesi di provincia, in un groviglio di scenari futuri, dissidi personali e recriminazioni sui più svariati temi. Qualcosa si è rotto, è chiaro da un po’, nella maggioranza di centro sinistra, e mai come  oggi nessuno fa più nulla per nasconderlo: l’appuntamento è per giovedì sera, in consiglio comunale, il consesso dove spesso si arriva con le decisioni già prese,  in cui questa volta la maggioranza sembra voler arrivare senza alcuna cautela: i panni sporchi si laveranno lì, anche se non è ancora dato sapere quali e quante criticità sarà necessario superare per andare avanti.

Le divisioni in seno alla maggioranza, con un sindaco che fin dall’inizio del suo mandato ha consultato meno frequentemente il suo partito per condividere le scelte soprattutto coi membri della giunta, non sono una novità: nel Pd succedeva anche nel mandato precedente, generando molti musi lunghi, proprio come succede ora. La novità è stata quella che le scelte della nuova amministrazione, al contrario della precedente, sono spesso coincise con le proposte dell’opposizione. Su molti temi l’amministrazione ha quindi trovato maggiore opposizione al suo interno piuttosto che nei banchi di destra in consiglio comunale, eccezione fatta per il Movimento 5 Stelle. Le divisioni nel centro sinistra in questi primi mesi del 2012 hanno subito una forte accelerazione. Dall’inizio dell’anno si sono susseguite voci riguardo alcuni avvicendamenti in giunta: il papabile, l’assessore Zerbini, è anche la persona indicata direttamente dal Pd in giunta, il che avrebbe significato mettere in discussione la scelta del partito di maggioranza provocando una spaccatura. Quando le acque sembravano essersi calmate, un’altra bomba è esplosa in via Gramsci: Paolo Angiolini, consigliere di maggioranza, ha deciso di non rinnovare la tessera del Pd, non riconoscendosi più nel suo progetto. In conformità a questa scelta, nelle settimane scorse ha comunicato ai colleghi la sua uscita dal gruppo. Angiolini, però, non ha intenzione di dimettersi: per rispetto al mandato elettorale creerà giovedì sera un altro gruppo, fuori dal centro sinistra e fuori dal Pd, sempre a sostegno di Sermenghi e della sua giunta. La ‘maggioranza bis’ è destinata a causare un cortocircuito: non è dato sapere se altri seguiranno Angiolini, decretando di fatto la fine dell’alleanza uscita vincitrice dalle elezioni del 2009. È facile immaginare chi possa aggiungersi a questa nuova creatura: le consigliere Alberoni e Da Re,  tra le principali sostenitrici della politica di Sermenghi, sono i due nomi più gettonati nel centro sinistra.Dallo schieramento di opposizione potrebbe arrivare il sostegno del consigliere Marzaduri, ex Ds e ora in forza alla lista di civica di centrodestra, che ufficiosamente avvallerebbe la creazione di un nuovo gruppo che potrebbe significare, facendo qualche conto, la nascita di una maggioranza che non coinvolgerebbe il Partito Democratico. Prima di urlare al ribaltone, è bene ricordare che le possibilità elencate sopra sono ipotesi, e l’unica uscita data per certa dal gruppo è quella di Angiolini. Non è dato sapere la reazione di Sermenghi a queste fuoriuscite: un nuovo gruppo di sostegno, di sponda con l’opposizione, potrebbe fargli comodo, in vista dell’importante votazione del nuovo regolamento urbano edilizio (RUE) e delle modifiche al discusso POC del 2009, compresa la scelta di permettere agli abitanti di Fiesso di costruire nuovi immobili su terreni di loro proprietà, possibilità che la lista di centro destra sollecita da anni, e su cui il Pd è più dubbioso.

Sembra chiaro che il Pd non vedrebbe di buon occhio la creazione di un nuovo gruppo misto sulle ceneri della vecchia maggioranza e se, oltre ad Angiolini, altri due consiglieri dovessero lasciare il gruppo, i dirigenti potrebbero aprire una crisi destinata a mietere vittime. Se fino a qualche mese fa i due sfidanti si sono confrontati a distanza dentro lo stesso campo, in attesa dei momenti decisivi, ora sembrano voler uscire allo scoperto e regolare i conti in sospeso. Prima di questo episodio si attendeva il 2014, in attesa che il Pd decidesse se puntare o meno su Sermenghi per un eventuale secondo mandato, magari prima affidandosi al responso delle primarie (col rischio di promuovere un referendum pro o contro il primo cittadino), o scegliesse di rivolgersi a un altro candidato. Senza dimenticare l’ipotesi fanta-politica che vedrebbe il sindaco candidarsi contro il Pd con una lista sostenuta dai transfughi della centro sinistra a e dai civici del centrodestra. Tutto passa ora in secondo piano, poiché sembra a rischio anche la fine di questo mandato, se come è ormai chiaro i nodi verranno al pettine e le questioni saranno risolte a costo di drammatiche rotture. Il consiglio di giovedì può essere il Big Bang che farà deflagrare il centro sinistra, o la prima tappa di un lento logoramento destinato più o meno a generare i medesimi effetti. Un equilibrio così delicato non può che rischiare in ogni momento di saltare per aria, e finora ognuno si è ben guardato di fare la prima mossa, conscio che in questa estenuante lotta chi rompe per primo firma la propria condanna. Il passo indietro di Angiolini rischia di accelerare i tempi poiché nessuno, specie il sindaco, sembra più disposto a continuare questo matrimonio fittizio. L’appuntamento del metà mandato conferma la tesi: la giunta presenterà in maggio, in un consiglio comunale ad hoc al cinema Italia, il lavoro fatto in questa prima parte di percorso, mentre il Pd è ancora impegnato nelle consultazioni con iscritti e simpatizzanti e rinvierà un bilancio del lavoro svolto a dopo l’estate.

Molte cose sono andate storte tra il sindaco e il partito che lo ha scelto per correre alle elezioni 2009: la ratifica del Poc, già approvato dalla giunta Baruffaldi, in seguito disconosciuto e criticato dal primo cittadino; l’indicazione della regione di far coincidere i distretti sanitari alle unioni comunali, che ha messo di fronte Castenaso a una scelta: o il distretto di pianura Est o l’associazione comunale con San Lazzaro e Ozzano, destinata a diventare unione dopo quasi dieci anni di collaborazione. La maggioranza ha scelto compatta di rimanere nel distretto e cambiare unione comunale entro il 2013, anche in questo caso sembra però che la volontà di Sermenghi di varare il cambio immediatamente si sia scontrata con l’input del sindaco di San Lazzaro, e del Pd provinciale, di promuovere un passaggio graduale;  La nuova proposta, a firma dell’assessore Biancoli, sul braccetto due bis della LungoSavena, che ha generato screzi con la provincia e anticipato la discussione sul nuovo percorso del Passante Nord, che coinvolgerebbe Villanova e su cui il sindaco si è detto totalmente contrario. Senza contare i proclami del primo cittadino contro l’inceneritore e le sue emissioni, aprendo alla proposta dei ‘grillini’ sul porta a porta. L’agenda amministrativa ha spesso sposato le tesi delle opposizioni prendendo in contropiede lo stesso Pd, ridotto a comparsa nelle scelte di governo, perso nelle divisioni di un gruppo consiliare poco attivo e spesso poco coinvolto dalla giunta.

I rapporti, anche personali, tra alcuni dirigenti del Pd (altresì membri del gruppo consiliare) e il gruppo legato al sindaco sono ormai irrecuperabili, tra accuse reciproche e dissidi su diverse tematiche: per il sindaco il partito è ancora legato alla precedente amministrazione, non si presta al confronto e non è al passo coi continui cambiamenti che questa crisi ha imposto agli enti locali. Secondo fonti provenienti dal partito, il sindaco fa proclami senza affrontare le questioni né condividere le decisioni con gli organi dirigenti e, nonostante asserisca di essere libero e controcorrente da imposizioni, avrebbe il sostegno di alcune personalità, in passato impegnate in ruoli di responsabilità all’interno della giunta, che influirebbero sulla sua azione amministrativa.

Molti cittadini dovrebbero essere messi a conoscenza dei meccanismi politici che anche a livello locale è normale incontrare, specie quelli che anticipano e spiegano un avvenimento di una certa entità. Nessuno sa cosa succederà al consiglio di giovedì, se le ipotesi sopra descritte si avverranno totalmente, in parte o per nulla. In realtà questo non è più importante. È necessario invece che le diatribe dentro la cosa pubblica, spesso inevitabili e in parte legittime, si risolvano in modo franco e senza ipocrisie, senza compromettere il percorso di legislatura votata dai cittadini. Forse si tratta di un auspicio fuori tempo massimo: motivo in più per cui, ora più che mai, i cittadini di Castenaso meritano chiarezza.

Aggiornamento: giovedì sera, al consiglio comunale, Paolo Angiolini è effettivamente uscito dal gruppo di centro sinistra, confermando, come già anticipato, il suo appoggio alla giunta e al sindaco. Dal primo cittadino Sermenghi, al capogruppo del Pd Magnani, al segretario Viti, tutti hanno espresso dispiacere per la scelta, lasciando le porte aperte alla possibilità di un eventuale ritorno, nel caso Angiolini cambiasse idea. Nessun altro, per ora, lo ha seguito, nonostante non manchino i segnali di irrequietezza da parte di altri consiglieri di maggioranza e anche di minoranza (un consigliere del gruppo Marchi Sindaco ha votato con il centrosinistra, nonostante la differente dichiarazione di voto del capogruppo). Nel giorno della resa dei conti l’atteggiamento dei contendenti è drasticamente cambiato, e lo spirito combattivo del 25 aprile ha lasciato spazio ai freddi calcoli e alle attente riflessioni sugli scenari futuri. Si sia trattato di un bluff, o di un’occasione mancata causa assenza di garanzie da parte dei protagonisti, la nascita di un’eventuale ‘maggioranza bis’ finora non si è verificata. Negli scenari locali non cambia nulla: l’obiettivo dell’articolo era descrivere il clima presente nella vita politica cittadina, clima che non è cambiato. Il rinvio delle decisioni drastiche non può che portare a due conclusioni. La prima è che il percorso del centro sinistra va avanti, non si sa per quanto, poiché un nuovo e partecipato gruppo misto avrebbe rappresentato la fine della maggioranza uscita dalle urne e un probabile stop ai lavori del consiglio da parte del Partito Democratico. La seconda riflessione non può che portare alla consapevolezza che il logoramento tra le due parti continua: non è dato ancora sapere fino a quanto potrà durare e a quali conseguenza porterà. Le diatribe interne al centro sinistra sono ben lontane da una soluzione e, che sia tra qualche settimana o nei mesi precedenti alle elezioni del 2014, sono destinate a tornare a galla. La speranza, come già ricordato, è che non interferiscano con l’azione amministrativa della giunta Sermenghi né sulle scelte che riguardano i cittadini di Castenaso. 

 

Written by pfp

aprile 26th, 2012 at 2:12 pm

Il nuovo lotto 2 bis

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Ha visto la luce tra lunedì e martedì, durante la commissione consiliare sul territorio e la prima tappa del tour delle frazioni, il nuovo piano strategico del traffico della giunta Sermenghi. La volontà è quella di offrire un’alternativa allo storico lotto 2 bis della LungoSavena, progettato per alleggerire il traffico sulla via San Vitale, in direzione Villanova.

“Mi sono stancato delle promesse dei politici”, esordisce il sindaco, “amo la verità e credo che in questo caso vada resa nota, anche se non piace: il lotto tre, decisivo per la viabilità di Villanova e necessario per i collegamenti al 2 bis, non è ancora stato messo in cantiere dal Comune di Bologna e, per i costi che comporta in questo momento, probabilmente non verrà mai realizzato”.  “Perché dovremmo sforare il patto di stabilità”, tuona Sermenghi, “per un’opera di cui non conosciamo i tempi certi di realizzazione e i cui costi continuano a lievitare?”.

Da qui la volontà di esplorare percorsi alternativi, nel tentativo di risparmiare soldi e tempo: “All’inizio del 2010”, racconta l’assessore alla viabilità Alberto Biancoli, “avevamo avuto da Snam ed Hera la garanzia che le loro strutture situate nel percorso del lotto 2 bis sarebbero state spostate, cosa che non si è ancora verificata. Ora proviamo a disegnare un altro percorso e, dopo esserci confrontati con la cittadinanza, commissioneremo uno studio di fattibilità per verificare i costi dell’opera ”.

Il nuovo progetto prevede la realizzazione lungo la via San Vitale, all’altezza della zona Stellina, di una rotonda che, tramite un sovrappasso che superi la linea ferroviaria, sposti il traffico verso la via Bargello, che sarà allargata (da otto a undici metri) e potenziata con due rotonde, una all’inizio della via stessa e l’altra all’incrocio con via del Frullo. Il nuovo percorso si congiungerà poi con il lotto 4 della LungoSavena.

L’idea piace alla lista civica ‘Marchisindaco – Uniti per Castenaso’, che esprime apprezzamento riguardo la proposta della giunta per voce del capogruppo Mauro Mengoli: “si tratta di un progetto molto simile a quello presentato dal nostro gruppo anni fa, che venne bocciato dalla precedente giunta, probabilmente a causa della paternità della proposta. Ora finalmente il buonsenso ha prevalso, e ricominciamo a parlarne”. Dario Chiletti, del comitato di cittadini di Villanova che da anni si batte per il completamento della LungoSavena, è invece meno convinto: “il nuovo progetto risolverà forse i problemi di Castenaso, ma su quelli del centro di Villanova non influisce.  Magari la nuova opera costerà meno, ma sarà anche meno efficace sul traffico della frazione”.

Il sindaco Sermenghi invita infine al dialogo e alla collaborazione: “nessuno vuole abbandonare il progetto LungoSavena, ma noi proponiamo un’idea alternativa che potrebbe offrire più certezze. La volontà è quella di confrontarci con tutti i cittadini”.

 

( per ‘il Resto del Carlino’ di giovedì 17/11/2011 )

Written by pfp

novembre 17th, 2011 at 1:42 pm

Una rotatoria per Gaetano Viaggi

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Il comune di Castenaso ha deciso di intitolare la rotatoria tra via Nasica e via Mazzini a Gaetano Viaggi, ex segretario dell’Anpi di Castenaso, scomparso lo scorso 19 gennaio a novant’anni. “si tratta di un personaggio che ha fatto la storia della Resistenza  a Castenaso”, spiega il sindaco Sermenghi, “e resterà nella memoria di tutti come un esempio di impegno civile. Abbiamo deciso di omaggiarlo come merita”.

‘Gaetanèn’ , come lo chiamavano tutti a Castenaso, è stato partigiano della trentaduesima brigata Garibaldi. Dopo la guerra lavorò alla ricostruzione del paese e si occupò del circolo locale dell’Anpi, insieme al presidente Olindo Pazzaglia, cercando di promuovere nelle scuole e tra i giovani i valori della Resistenza. “l’intitolazione è un atto dovuto”, sottolineano Bruno Galeotti e Maurizia Martelli, rispettivamente presidente e vice presidente dell’Anpi Castenaso, “ per onorare la sua memoria e il suo impegno nella lotta di liberazione e a difesa dei principi fondanti della costituzione”.

I familiari, interpellati sulla proposta, si sono dichiarati entusiasti. L’intitolazione dovrebbe avvenire venerdì sedici settembre, in occasione dell’inizio della tradizionale ‘festa dell’uva’ . L’unico dubbio riguarda la norma che prevede si debba attendere dieci anni dalla morte di una persona per intitolargli strade o vie: “se non ci sono dietrologie e il valore della persona è provato non capiamo perché bisogna aspettare così tanto tempo”, dichiarano i consiglieri del Movimento 5 Stelle, Nunzio Diana e Piergiorgio Calà, che sottolineano “l’importanza di dare risalto e lustro a chi ha lottato per la libertà”.

È sorpreso della tempistica della scelta il capogruppo della lista Marchi Sindaco-Uniti per Castenaso, Mauro Mengoli: “conoscevo Gaetano Viaggi, che ho sempre stimato e rispettato, ma la notizia mi coglie di sorpresa, visto che la scomparsa è avvenuta da poco e in passato, quando proponemmo di intitolare strade a persone meritevoli, proprio l’amministrazione ci ricordò che la legge invitava ad attendere dieci anni dalla dipartita. Pongo questa riflessione poiché per una scelta così importante è necessario un processo decisionale condiviso. Inoltre mi sento in dovere di proporre il nome di Walter Vespignani, ex assessore e consigliere comunale venuto a mancare pochi mesi fa, per l’intitolazione di una struttura nel paese”.

(versione integrale dell’articolo apparso su ‘Il Resto del Carlino’ sabato 27/08/2011)

Written by pfp

agosto 30th, 2011 at 1:04 pm